Diciamo le cose come stanno! Uscivo da scuola, uno dei tanti altri monotoni giorni di lavoro. Casco in testa, fari accesi anche di giorno, metto in moto e torno verso casa.
Il solito traffico sulla solita strada. Passo un incrocio, un altro. Freccia, giro a destra... oddioddioddio... in pieno incrocio, mentre sono leggermente piegato per fare la curva, Lei, la solita, stramaledetta, pericolosissima bocciardatura del manto stradale, fresca fresca, appena fatta, ancora fumante, e stramaledettamente piena di sassetti, detriti, pezzi di asfalto appena grattugiati.
Vorrei poter dire che solo il manico derivante da più di ventanni di guida su due ruote mi ha permesso di controllare la situazione, ma mentirei sapendo di farlo: in realtà la mia mente si è proiettata come di incanto in un pietoso futuro estremamente prossimo, facendomi vedere le mie povere gambe e le mie innocenti braccia martoriate dalla bocciardatura, piene di frammenti delle più diverse dimensioni incastonati fra le piaghe e le abrasioni più diverse ... per non parlare della mia moto ...
Il terrore di una caduta, anche se a velocità ridotta, su una grattugia di asfalto può scatenare fiumi di adrenalina, con risultati forse ancora peggiori: anni di training autogeno possono tornare utili in questi istanti, e grazie anche ad un intervento probabilmente divino ... sono riuscito a non cadere..
Avvelenato dal rischio corso, sulla solita strada percorsa tutti i giorni, faccio mente locale: non ho visto nessun cartello di segnalazione, né di pericolo, né di lavori in corso. Forse l'abitudine di percorrere sempre la stessa strada mi ha tratto in inganno.
Ma non sono convinto. Torno indietro. Ho ragione io. Nessuna segnalazione.
E nessuno degli addetti ai lavori presenti. E'l'una, e forse sono tutti a pranzo.
Ma fra poco suonerà la campanella di fine lezione della mia scuola, ed il solito branco di ragazzotti sciamannati ed ululanti (consentitemi di chiamarli così: sono i miei alunni, quindi so quello che dico) sciamerà in sella a moto e motorini per la stessa strada che stavo percorrendo io.
Quanti di loro si allungheranno su quel pezzo di strada?.
La decisione è immediata: al più vicino Comando dei Vigili Urbani è bastato segnalare alla prima pattuglia incontrata lo stato di estrema pericolosità di quella strada:
i Vigili, in caso di pericolo incombente, sono tenuti ad intervenire immediatamente per le segnalazioni del caso.
E difatti un'autopattuglia partì immediatamente.
Spesso, in questi casi, l'intervento delle forze dell'ordine causa lo spuntare di un cartello sgangherato di lavori in corso, che poi viene rimosso e pace all'anima ed agli arti ed alle moto dei motociclisti.
Ma quella strada l'avrei rifatta ancora tutti i giorni per andare a lavorare. Ed il pericolo si sarebbe spostato in modo casuale con il procedere dei lavori..
Ero al comando dei Vigili Urbani ed ho chiesto informazioni. Si poteva presentare un esposto.
L'ho fatto. L'agente di turno era un po' seccato, forse aveva altro da fare. Alla richiesta di avere un foglio di carta semplice per scrivere l' esposto mi rispose Il foglio se lo deve portare Lei!.
Porta seguente, altro agente, richiesta educata di un foglio di carta, subito esaudita.
Scrivo l'esposto, indicando la strada, il giorno e l'ora, lo stato di pericolo, il rischio personalmente passato, segnalando l'assoluta mancanza di segnalazione di lavori in corso. E chiedo l'immediata verifica di quanto dichiarato allo scopo di perseguire legalmente il responsabile di tale stato di pericolo.
Ritorno dal primo agente, consegno l'esposto e pretendo la registrazione immediata, perchè è un mio diritto.
Con il numero di protocollo ricevuto ho la garanzia di un intervento pressochè immediato da parte di una pattuglia, che deve verificare lo stato della strada e l'omissione o l'errato uso dei cartelli di segnalazione, garanzia dovuta anche al fatto che nel caso di incidente, dopo la segnalazione stessa, (entro tempi ragionevoli e se nessuno ha preso provvedimenti) gli agenti informati diventano responsabili di omissione di atti d'ufficio.
Il giorno successivo ripercorro la stessa strada e ... miracolo! Cartelli di lavori in corso davanti ad ogni buca, bocciardature protette da strisce di carta bianca e rossa, perfino un omino in tuta arancione con tanto di catarifrangenti e bandierina che segnalava l'imminente pericolo.
La storia si è ripetuta così per giorni e giorni, finchè non hanno riasfaltato quasi tutto il quartiere.
Bilancio della faccenda: venti minuti persi, ma che dico persi, ben impiegati! E cancellazione del rischio per me e per tutti gli altri utenti delle due ruote che sarebbero passati per quelle strade durante tutto il periodo dei lavori.
Qualche tempo dopo, curioso di conoscere i risvolti della faccenda, sono tornato al Comando dei Vigili con il mio bel numerino di protocollo per chiedere informazioni sull' iter dell'esposto.
I tempi tecnici della legislazione in Italia sono purtroppo noti a tutti noi, e la pratica era ancora ben lungi dall'essere completata.
Al Direttore dei lavori per i quali avevo presentato l'esposto, però, era già stata presentata una multa:
cinquecentomila lire di ammenda per ognuno dei cartelli obbligatori che non aveva avuto la cura di mettere.
E pare fossero più di una decina!
di Mauro Elefante