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FAQ

Ecco una selezione di domande, appunti, considerazioni e valutazioni che possono chiarirvi le idee su cosa facciamo e come.



QUOTE ASSOCIATIVE:

D: "un'associazione che differenzia la possibilità di voto a seconda della quota associativa non fa per me, nonostante il lusinghiero impegno che mette nelle sue (nostre lotte). Mi spiace..." - dal forum FAZERITALIA - 14-Gen-09 11:23

Risponde Riccardo Forte:

"Sperando di fare cosa utile a tutti, vorrei spiegare il perché delle quote di adesione con/senza diritto di voto.
Capisco che qualcuno può interpretare in modo negativo questa regola, e non mi sento di dargli torto anche perché, quando è stata fatta questa scelta, anche noi abbiamo avuto dei dubbi sulla sua correttezza.
La ragione di ciò però è semplice e deriva essenzialmente dalla necessità di ottemperare agli obblighi che ci impone la legge.
Ogni associazione senza scopo di lucro ha l'obbligo di indire un'assemblea dei soci almeno una volta all'anno, ed ai soci deve essere riconosciuto il diritto di voto senza distinzione alcuna.
Ora, finché i soci sono poche decine, tutto ciò non rappresenta un problema; ma quando si ha a che fare con centinaia o addirittura migliaia di aventi diritto, le cose si complicano parecchio, dal punto di vista organizzativo ed economico.
Bisogna convocare per tempo tutti i soci, reperire ed allestire un luogo adatto ad accoglierli tutti, dare loro modo di intervenire e di votare, eccetera. Il tutto senza sapere mai con certezza quanti parteciperanno ma sapendo che chiunque si presenti senza aver dato conferma della su partecipazione dovrà essere ammesso.
La conseguenza è che se i soci sono, mettiamo, 200, tutto dovrà essere organizzato per una presenza di duecento persone, anche se molto probabilmente se ne presenteranno dodici.
La legge oltretutto non permette di differenziare il diritto di voto a seconda delle quote di iscrizione, però ci fornisce una soluzione quando dice che i soci con diritto di voto sono quelli in regola con il pagamento della quota stabilita dal Consiglio Direttivo.
Quella quota è stata stabilita in 40 euro, una quota abbastanza alta ma certamente non inaccessibile, sufficiente però ad indurre quanti sono genericamente interessati a sostenere il CM ma non ad essere coinvolti o a partecipare in forma attiva, a scegliere un'altra opzione.
Così, oltre alla figura del Socio Effettivo (che ha diritto di voto), abbiamo istituito quella del Socio Donatore, che non è organico all'associazione e quindi non partecipa alla sua vita interna
ma ne sostiene gli scopi e contribuisce attraverso il pagamento di una quota a sua discrezione, ovviamente inferiore ai 40 euro.
Solo per ragioni pratiche e per invogliare maggiormente ad aderire, proponiamo due quote (da 10 e da 20 euro) abbinate a gadget diversi, per i soci "donatori".
Così facendo, operiamo una selezione preventiva tra coloro che sono genericamente interessati al CM e quelli che invece vogliono e possono svolgere un ruolo attivo.
Inoltre, essendo questi in numero limitato, l'organizzazione delle assemblee risulterà più semplice.
In ogni caso, i soci donatori, anche se non possono votare, possono assistere ai lavori dell'assemblea, presentare proposte, rivolgere domande agli organi dirigenti."



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